domenica 20 maggio 2018

Un primo piatto per pochi intenditori

(di Maria Rita Pisano)

Si narra che la pasta con il nero di seppia fu il primo pasto che una illustre suocera, la madre di Rapisardi, presentò alla futura nuova toscana Giselda Foianesi.

Siamo a Catania, i due andarono a vivere, fu la suocera a far conoscere alla Foianesi la pasta con il nero di seppia, ma la sposina inorridì nel vederla e la definì “tenebroso cibo di gente selvatica” invano marito e suocera tentarono di convincerla ad assaggiarla".

INGREDIENTI:

• 1 seppia da 700/800 g (o 2 più piccole)
• 1 spicchio d’aglio
• lio extra vergine di oliva
• 2 cucchiai di passata di pomodoro
• sale
• pepe
• 1/" bicchiere di vino bianco secco
• acqua qb
• 1 sacchetto di nero di seppia
• 320 g di spaghetti




PROCEDIMENTO


Pulire la seppia: incidere la pancia, estrarre con due dita l'osso, eliminare le interiora. Individuare il sacchetto del nero e sfilarlo. Eliminare la bocca incidendola alla base e premendo per farla fuoriuscire. Incidere gli occhi con un coltello ed eliminarli. Procedere a spellare la seppia sotto l’acqua corrente tirando la pelle con le dita ed eliminare le parti cartilaginose. Tagliare la seppia in piccoli pezzi.
In una pentola rosolare nell’olio l’aglio tagliato a fettine poi versare i pezzetti di seppia e sfumare con il vino bianco.

Girare con un mestolo ed aggiungere la passata di pomodoro e poco sale. In una ciotola con la punta di un coltello incidere il sacchetto del nero e con le dita (mettere i guanti di gomma) far fuoriuscire il suo interno che si presenterà sodo e gelatinoso. Versare acqua calda e far sciogliere bene, poi filtrare ed eliminare il sacchetto ormai svuotato. Versare sulle seppie metà del nero diluito con l’acqua calda, chiudere con un coperchio e lasciar cuocere a fuoco dolce per circa 40 minuti. A fine cottura togliere il coperchio, lasciar addensare a fuoco medio e terminare con del pepe macinato fresco. Cuocere gli spaghetti al dente, scolarli e versarli nella pentola contenente il sugo di seppie. Rigirare bene e poi servire.

martedì 2 gennaio 2018

Le Soste di Ulisse perde uno dei suoi fondatori:Gualtiero Marchesi


(Maria Rita Pisano)

Uno dei maestri più importanti della cucina italiana, Gualtiero Marchesi, ci ha lasciati alle soglie del nuovo anno.

Cuoco, gastronomo e ristoratore italiano, viene considerato il fondatore della "nuova cucina italiana".

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L'Associazione Le Soste ricorda in un comunicato la triste notizia della perdita del gastronomo italiano:

" L' Associazione Le Soste annuncia con immensa tristezza la perdita di uno dei suoi padri fondatori e del suo Presidente Onorario.
Era il 1982 quando la sua mente illuminata ha partecipato, insieme a un pugno di ristoratori amici, all'ideazione di un'entità che avesse come scopo lo scambio di idee sull'enogastronomia italiana di eccellenza e la promozione del nostro stile culinario nel mondo. Le basi per quella che è oggi la principale Associazione di ristoranti di alta cucina italiana nel mondo erano gettate.
 
Il Direttivo e i soci Le Soste devono molto alla figura e all'esempio di Gualtiero Marchesi: tutti hanno apprezzato la genialità creativa che gli era innata, lo spirito avanguardista grazie al quale, negli anni sessanta e settanta, ha fondato la nuova cucina italiana, l'ironia e l'armonia con cui dispensava pillole di saggezza ad ogni sua apparizione.
 
Dell'uomo-cuoco, artigiano e artista resta una preziosa eredità:
la "lezione Marchesi" di gusto, tecnica ed equilibrio dei valori, tramandata a molti giovani chef cresciuti nel suo laboratorio, oggi artisti della cucina italiana di qualità che ci fa onore nel mondo.
La vitalità intensa del Maestro, il suo incessante dedicarsi ai progetti di valorizzazione del bello e del buono lasciano il segno più bello nella nostra cultura."

giovedì 21 dicembre 2017

Seconda portata golosa per il Natale

(di Maria Rita Pisano)

Un secondo piatto che non può mancare sulle tavole siciliane per Natale sono le  costate di maiale ripiene: ricche, golose da preparare velocemente.


Ingredienti per 6 persone:

6 Costate di maiale, 200 gr. di tritato di maiale, 100 gr di caciocavallo, 200 gr. di fegato di maiale, 50 gr. di salame, 1 cipolla, un bicchiere di vino rosso, olio q.b, sale e pepe q.b. 


Preparazione:

Al fine di rendere il piatto più morbido e gustoso, iniziamo con il ripieno. Procedete unendo caciocavallo grattuggiato, tritato di maiale e fegato tagliato a pezzetti e versate il vino.

Ora, prendete le fette di maiale, precedentemente tagliate a fette piuttosto spesse da formare una tasca. Riempite adesso le fette con il ripieno precedentemente preparato. 

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Cucite ogni fette per evitare che durante la cottura si possano aprire. In un tegame aggiungete cipolla tritata e aggiungete le fettte. Fate rosolare, le fette, per qualche minuto da entrambe le parti, sfumate con il vino allungato con acqua per evitare che durante la cottura la pietanza si attacchi al fondo del tegame. Aggiungete sale e pepe. La cottura durerà circa un'ora. 

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sabato 16 dicembre 2017

Le dolci tradioni di Natale a Nicosia


(di Maria Rita Pisano)

Nelle cucine delle nostre nonne, soprattutto per le feste natalizie, era tradizione preparare i dolci natalizi da donare ai parenti e agli amici più cari.

Alberi natalizi pieni di luci e colori, presepi con i pastorelli e il paesaggio innevato e la cucina da cui provengono odori invitanti...ecco l'atmosfera festosa del Natale.

A Nicosia, in provincia di Enna, paesino montano, per Natale si prepara il "nocattolo".

É il tipico dolce natalizio dall'impasto morbido con mandorle sbucciate e tritate, zucchero, limone, cannella e albume d’uovo, viene poggiato sulla pasta frolla spolverizzato di zucchero a velo. 

Un'altro dolce tipico di Nicosia è la rama di mandorle,  il cui aspetto è simile alla corteccia del mandorlo.

Mentre,  i pizzillati,  sempre a base di mandorla ma con l’aggiunta di noci, vino cotto di fichi d’India, marmellata di fichi, uva passa, pinoli, aromi naturali.

Ingredienti per i pizzillati :

Per la pasta:

1 Kg. di farina 00,
3 uova intere e 3 tuorli
1 bustine di vanillina
400 gr. di zucchero
½ bicchiere di latte
6 gr. di ammoniaca
400 g di zucchero
5 tuorli d’uovo
1/2 bustina di lievito per dolci
Scorza di un limone grattugiata

Per il ripieno:
500 gr. di mandorle tritate ed abbrustolite
500 gr. di uva passa
50 gr. di cacao o cioccolato a pezzi
1 Kg. di marmellata di fichi

martedì 12 dicembre 2017

La cuccia dolce di casa mia


(di Maria Rita Pisano)

Nel giorno di Santa Lucia , tradizione vuole che nelle tavole dei siciliani si consumi la "cuccia".
Solitamente, la cuccia viene consumata nella versione dolce con crema di latte, o cioccolato oppure con la ricotta rigorosamente di pecora.  


Ingredienti

1,5 Kg Ricotta di pecora

500 g Frumento

450 g Zucchero

300 g Frutta candita

150 g Cioccolato fondente

q.b.Granella di pistacchi

q.b.Cannella in polvere

1 pizzico Sale

Procedimento

Due giorni prima della preparazione della cuccia, occorre mettete in ammollo il frumento.

 Al termine della macerazione scolate il frumento e mettetelo in un tegame ricoprendolo d’acqua e aggiungendo un pizzico di sale (è possibile anche utilizzare il grano già pronto).

La  cottura per circa 8 ore a fiamma bassissima, poi lasciate riposare nell’acqua di cottura il frumento coperto per tutta la notte.

Mettere la ricotta con lo zucchero in una ciotola abbastanza capiente e lavoratela con le fruste di uno sbattitore.
Lasciatela riposare per circa trenta minuti, quindi aggiungete la frutta candita tagliata a piccoli cubetti e le gocce di cioccolato fondente.

Scolate bene il frumento e aggiungetelo alla crema, amalgamando ben bene, poi servite in ciotoline individuali spolverando con la granella di pistacchi e la cannella in polvere.

Lucia,la Santa amata dai siciliani



(di Maria Rita Pisano)

Domani sarà il 13 Dicembre, giorno importante per molti siciliani, si festeggia Santa Lucia "  “ù jurnù chi ù curtu cà c’è in tuttu l’annu”.

Dal giorno 13 Dicembre, infatti,  si apre il periodo del lento incremento della luce diurna e annuncia la fine dell’oscurità invernale, esso è l’equivalente del detto: “La cchiù longa nuttata chi ci sia”.


 Il nome Lucia, rappresenta il femminile di Lucius (Lucio) che significa “promessa di luce”, i credenti, infatti, invocano il nome Lucia come protettrice della vista e della sanità degli occhi.

Santa Lucia, patrona di Siracusa di cui a dato i natali viene venerata in diversi paesi delle  della Sicilia ed in particolare di quella palermitana.

A Palermo, in questo giorno in cui si celebra la Vergine siracusana, si ricorda un vetustu avvenimento, che la Santa implorata dai palermitani esaudì facendo arrivare nel porto un bastimento carico di grano.
Si narra che il popolo palermitano, da diversi mesi di carestia, non molirono il grnon solo per risotti,sformati ma, soprattutto per le golose arancine (o arancino che dir si voglia ) ripiene di carne, spinaci , burro e altre varianti

lunedì 20 novembre 2017

Comfort food: coccole di salute

(di Maria Rita Pisano)


Uno dei piatti del "confort food" di questo periodo sono le zuppe.Calde, con verdura e legumi di stagione ci riscaldano quando le temperature si abbassano.


La ricetta che propongo oggi è una coccola di salute: legumi e curry 


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Ecco una ricetta semplice,veloce e leggera :

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Ingredienti:

300 gr di legumi misti a vostra scelta tra ceci,cannellini,borlotti e piselli secchi

3 cipollotti 

Curry q.b
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Procedimento

Ammollate 300 gr di legumi misti  per circa 8 ore.
Tagliate finemente 3 cipollotti. Cuocete i legumi in acqua salata, unite il soffritto di cipollotti,un pizzico di curry e fate cucinare per 20 min.

Versate i legumi scolati in 4 coccottine e sploverate di pangrattato,aggiungete brodo e infornate a 200 gradi per 5 min. Se preferite potete servire il piatto come una semplice zuppa.

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